In ricordo di Tullio De Mauro


@count visualizzazioniadmin - Posted on 06 January 2017

06/01/2017 11:26

Per ricordare Tullio De Mauro (30.03.1932-05.01.2017) l'ADI ha deciso di riportare qui uno dei suoi ultimi interventi, pubblicato su Internazionale il 23 dicembre 2016.

 

Il Nuovo vocabolario di base della lingua italiana

Tullio De Mauro

Pubblichiamo online (qui il pdf) l’elenco alfabetico dei circa settemila vocaboli del Nuovo vocabolario di base della lingua italiana (in sigla NVdB). La prima versione del vocabolario di base fu pubblicata come appendice in un libro che ha avuto una certa fortuna editoriale (T. De Mauro, Guida all’uso delle parole, n.3 dei “Libri di base”, 1ª edizione, Editori Riuniti, Roma 1980, pagine 149-183).

A trenta e più anni di distanza la nuova versione è fondata su un rinnovato, aggiornato e ampliato campionamento di testi e sulla miglior classificazione delle parole risultante dal Gradit (Grande dizionario italiano della lingua dell’uso, 2ª edizione, 8 volumi, Utet, Torino 2007) e dal dizionario online di Internazionale.

Alla nuova versione hanno lavorato Isabella Chiari e Tullio De Mauro e ha collaborato alla redazione anche Francesca Ferrucci. A chi ha usato e conosce il vecchio vocabolario di base della lingua italiana sono dedicate alcune notizie su ciò che differenzia la nuova versione dalla vecchia. A chi prende visione per la prima volta di un dizionario di frequenza o di un dizionario di base sono dedicati alcuni paragrafi preliminari qui immediatamente seguenti.

Che cos’è il “vocabolario di base”
I
l vocabolario di base raccoglie in un insieme unitario due categorie di vocaboli: 1) i vocaboli di maggior uso nei testi di una lingua in un dato momento storico, di cui danno conto i cosiddetti dizionari di frequenza delle varie lingue; 2) i vocaboli che, anche se in realtà poco usati parlando o scrivendo, sono percepiti e sentiti da chi usa una lingua come aventi una disponibilità pari o perfino superiore ai vocaboli di maggior uso. I vocaboli di maggior uso sono ricavati dall’analisi statistica dei testi o di un campione di testi di una lingua. I vocaboli di maggiore disponibilità sono ricavabili soltanto da un’indagine su parlanti viventi al momento dell’indagine.

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